

Una grande cucina, un pomeriggio d’inverno, la voce del padre. Da quegli appunti genealogici presi in ascolto, ritrovati per caso molti anni dopo, prende forma una storia che attraversa quasi due secoli.
La narrazione intreccia le vicissitudini private agli avvenimenti della grande storia: da quella locale del piccolo paese di Fara San Martino, in provincia di Chieti, fino a eventi internazionali come la Seconda guerra mondiale. Il racconto non segue una linea del tempo rigorosamente cronologica, ma procede con alcuni salti temporali, come i soprassalti della memoria.
È un romanzo storico: gli avvenimenti degli antenati, lontani e vicini nel tempo, sono ricostruiti attraverso una certosina ricerca svolta principalmente presso gli Archivi di Stato e parrocchiali, ed è storicamente fondato anche il contesto che fa da cornice alla narrazione. La fantasia dell’autrice è intervenuta nel restituire, a partire dai dati documentali, i vissuti dei personaggi, immaginandone emozioni, sentimenti, drammi, gioie. Ne emerge una saga familiare raccontata anche nel privato, dove i ritratti dei protagonisti sono tratteggiati con trasparenza e immediatezza.
Viandanza. Sulla via degli avi racconta la capacità imprenditoriale di uomini e donne che hanno dato vita a un’importante realtà industriale per il paese di Fara San Martino. Quella dei Cipolla è una storia borghese che conosce il sudore e dà valore a quanto conquistato: un insegnamento che i protagonisti hanno cercato di trasmettere ai figli.
In questo libro c’è un Abruzzo che si trasforma nel tempo, uno spaccato di storia pubblica, privata e di costume, dove le tradizioni, le antiche usanze e alcune espressioni dialettali svelano l’identità forte di una comunità.
Paola Cipolla, (1966), è insegnante di Arte e Immagine nella Scuola Secondaria di primo grado a Casoli, in provincia di Chieti. Si è formata presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila – sezione Pittura – conseguendo il massimo dei voti e lode accademica con una tesi su La melanconia nel ’500 – iconografia e iconologia.
Nel 1986 è tra i giovani artisti che danno vita alla performance teatrale Gran Serata Futurista 1909-1930 a cura di Fabio Mauri, presso il teatro Goldoni di Venezia, in occasione di “Futurismo e Futurismi” a Palazzo Grassi.
Nell’autunno del 1987 è chiamata, insieme ad altri studenti selezionati, a realizzare un dipinto di grandi dimensioni, in rappresentanza dell’Accademia aquilana, in una puntata del programma televisivo “Festival” (condotto da Pippo Baudo per la regia di Gino Landi).
A ventitré anni si trasferisce in Trentino, dove vive per sedici anni e avvia il proprio percorso nell’insegnamento artistico, affiancandolo alla conduzione di laboratori di pittura, teatro, decorazione e arti plastiche in collaborazione con strutture del territorio.
Nel 2005 decide di rientrare in Abruzzo dove continua la sua attività di insegnante. Nel 2017 le viene commissionato dalla ditta “Barilla G. & R. Fratelli SpA” di Parma, un lavoro artistico traducibile in stampe numerate da donare ai dipendenti dello stabilimento di Ascoli Piceno, in occasione del 35° Anniversario della fondazione.
Ha inoltre tenuto corsi d’arte come esperta esterna nell’ambito di progetti PON del MIUR.
Risiede nel territorio di Fara San Martino, alle pendici della Majella Orientale, dove si dedica a ricerche storiche e genealogiche. Da questo lavoro nasce il romanzo Viandanza. Sul sentiero degli avi.