

C’è una Margherita nata nel 1247 e ce n’è un’altra nata nei tempi moderni. Tutte e due sono venute al mondo in un borgo della Toscana e la loro bellezza ha attirato gli sguardi degli uomini. Entrambe sono state scacciate dalla casa paterna. La prima – realmente esistita – riparò a Cortona, dove divenne una nuova Maddalena, venerata come santa alla sua morte. La seconda – personaggio di fantasia – lavora a Roma come commessa in un supermercato. La sua è una spiritualità confusa, soffocata da solitudine, risentimento e incomunicabilità. La Margherita contemporanea ha però la fortuna di trovare un appartamento in affitto in un condominio molto speciale, abitato da personaggi originali, plasmati da una lieta saggezza, che coltivano hobby e studi del tutto avulsi dal mondo esterno e dai quali la giovane apprende ogni giorno lezioni capaci di curare la sua anima sofferente, facendo emergere richiami simbolici, esoterici e religiosi. Fino all’incontro con l’altra Margherita, la santa, la mistica, che seppe trasformare la sua disgrazia in rinascita e in elevazione.
“Cominciò a notare il contrasto tra la tranquilla vita di quel condominio speciale e il caos cittadino, un’atmosfera che la catturava al punto che riusciva a estraniarsi completamente dal mondo di fuori”.
Annalisa Terranova, romana, giornalista dal 1990, laureata in Lettere e filosofia, appassionata di storia medievale, è alla sua terza prova narrativa dopo Vittoria, una storia degli anni Settanta (Giubilei Regnani, 2014) e Anna come sono tante (Historica, 2020). Ha pubblicato inoltre i saggi Ildegarda di Bingen. Mistica, visionaria, filosofa e Colomba da Rieti: mistica, pellegrina, ausiliatrice.