Il peccato di maggio. Maria Hardouin di Gallese e Gabriele d’Annunzio – Giuliana Vittoria Fantuz

Copertina Il peccato di maggio. Maria Hardouin di Gallese e Gabriele d’Annunzio di Giuliana Vittoria Fantuz

€ 23.90

Autore: Giuliana Vittoria Fantuz
Genere: Biografia
Formato: 14×21 cm
Edizione: maggio 2017
Collana: Saggi e carteggi dannunziani
Pagine:
 580
ISBN: 978-88-94890-13-6

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Descrizione prodotto

La duchessa romana Maria Hardouin di Gallese, dopo essere stata la musa di Gabriele d’Annunzio, moglie e madre dei suoi tre figli, fu l’unica donna che riuscì a stargli accanto per tutta la vita, portando sempre con grande dignità il nome del celebre marito. Ma mentre di lui sappiamo tutto, di lei nulla. Quando i due s’incontrano, nel 1883, lei è la duchessina ricchissima e viziata che vive nel palazzo Altemps di Roma; lui, un giovane giornalista spiantato e incline a ogni tipo di scandalo. Durante una passeggiata in un parco, lei rimane incinta del loro primo figlio; lui ne ricava il poemetto Il peccato di maggio in cui descrive il fatto.

Dopo il matrimonio segreto, lei è diseredata dal duca-padre ed esiliata. Ma per amore, Maria sopporta tutto in silenzio e senza mai recriminare, perfino gli abbandoni, i tradimenti e l’indifferenza di Gabriele. E sempre lo difende da chi lo diffama. Sola al mondo a vent’anni, con tre bambini piccoli, affronta un’esistenza penosa per nutrire e allevare le sue creature. Nei primi anni del Novecento, per avere qualcosa dal padre, vuole divorziare da d’Annunzio, ma rinuncia su richiesta di lui. In quegli anni, è affascinata da Antonio de La Gandara, celebre pittore francese che fa di Maria dei bellissimi ritratti. Il destino, però, vuol tenere Maria e Gabriele insieme per sempre. E fino alla morte, avvenuta nel 1954 al Vittoriale degli Italiani, dove è sepolta, lei continua senza vergogna e senza superbia a farsi chiamare Maria d’Annunzio.

Ma quanti sanno chi era? Quanti conoscono la “favola bella” dell’unica moglie del Vate? Perché la strenua difesa del suo amore per il Poeta non ha mai trovato il giusto spazio?

È certo che non si può comprendere appieno Gabriele d’Annunzio, sia come uomo che come artista, se non si conosce la vita di Maria Hardouin di Gallese.


Autrice

Giuliana Vittoria Fantuz è laureata in Lingue e letterature straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Giornalista freelance, ha collaborato o collabora tra gli altri a:  Il Gazzettino, Rai Uno, L’espresso, Channel 4, Gente Viaggi, Il Venerdì (di Repubblica), Tele Montecarlo, Associated Press. Ha scritto diversi libri, tra i quali: Italia quale futuro (1994); Viaggio ai confini dell’anima (1998); Revelli Ruggero Grava, grande campione della Valcellina (2000); Mio padre, Primo Carnera (2001); Ardito Desio – Dal K2 all’Antartide, al Sahara  (2002); Mario Fantin – Il Sognatore delle Montagne (2005); Carnera – The Walking Mountain (2008 – libro backstage del film a cui ha collaborato come consulente storico); Cent’anni con Dio – memoria di padre Venanzio Renier (2010); Ottavio Bottecchia – La leggenda di Botescià (2011); Missione Burundi (2011); Marco d’Aviano e Innocenzo XI, custodi dell’Europa cristiana (2012); Bottecchia a fumetti (2015); Storie su Medjugorje (2016); Giuliana di Norwich, la mistica della gioia (2017).

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