Dante e Francesca da Rimini – Corrado Gizzi

Dante-francescarimini

€ 43.00

Autore: Corrado Gizzi
Genere: Catalogo d’Arte
Formato: 21×29,7 cm
Edizione: 2009
Pagine: 248, con illustrazioni a colori
Collana: Arte
ISBN: 978 8888 302 80 5
Prezzo: Euro 43,00

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Descrizione prodotto

Il catalogo della mostra di pittura “Dante e Francesca da Rimini” tratta il V canto dell’Inferno, quello di Paolo e Francesca. Il loro dramma di adulterio si consumò nella Corte malatestiana di Rimini, presumibilmente nel 1285, con l’uccisione dei due amanti da parte del marito di Francesca, tra l’indifferenza generale e del tutto ignorato dai documenti e dalla cronaca locale. Lo ricorderà Dante, per la prima volta, dopo circa quindici anni, creando con la sua fervida fantasia l’episodio più popolare e affascinante della Divina Commedia, ma presentando la tragica storia a modo suo. Il testo di Dante occupa la seconda parte del V canto che va dal verso 73 alla fine. Nel racconto sono fatti solo due nomi: quello di Francesca e quello di Lancillotto. Il Poeta, sceso con Virgilio nel secondo cerchio dell’Inferno, dove i lussuriosi sono travolti da una bufera che mai non resta, è attratto da due spiriti che volano avvinti l’uno all’altro. Pregati da Dante si avvicinano e il Poeta chiede a Francesca la causa della loro dannazione. Francesca dopo aver premesso che la sua terra di origine siede presso le foci del Po, prosegue confessando il loro innamoramento. Un giorno insieme si immersero nella lettura di un libro e quando giunsero al punto in cui si descrive il bacio tra Lancillotto e la sua amante, lei fu baciata. Al bacio, fa intendere, seguiranno l’atto peccaminoso di adulterio e la loro uccisione da parte di un parente che è atteso dalla Caina.

Caina attende chi a vita ci spense
(Inf., 107)

La Caina, come si sa, è il primo dei quattro gironi del IX e ultimo cerchio dell’Inferno, dove sono dannati i traditori dei parenti. Il racconto suscita la pietà di Dante che sviene e cade a terra. Questo è il racconto di Dante, che ebbe subito successo e i primi commentatori inquadrarono il racconto dantesco con precisi riferimenti ai luoghi, ai personaggi e al libro “galeotto”. Francesca era la figlia di Guido Minore da Polenta, Signore di Ravenna. Lo spirito a lei abbracciato era Paolo, della famiglia dei Malatesta, Signori di Rimini. L’uccisore fu individuato in Gianciotto Malatesta, fratello di Paolo e marito di Francesca. Il libro “galeotto” era un libro della Tavola Rotonda, in cui si descrive, tra l’altro, il bacio tra Lancillotto e la regina Ginevra, moglie di re Artù. Attingendo da tali commenti, Boccaccio scrisse una breve novella, con una sua versione della tragedia di Francesca, diversa da quella di Dante. In essa, tra l’altro, sono ignorati il bacio e il libro. La versione di Boccaccio, come ha sottolineato il filologo e docente universitario Lorenzo Renzi, nella sua opera Le conseguenze di un bacio. L’episodio di Francesca nella Commedia di Dante (Società Editrice Il Mulino, Bologna, 2007), si è riversata nelle note delle varie edizioni della Divina Commedia, sovrapponendosi al racconto di Dante, per cui il V canto dell’Inferno è stato e sarà letto con “gli occhiali di Boccaccio”. Per leggerlo con quelli di Dante bisognerebbe leggerlo senza note, come raccomandava Francesco De Sanctis.

Tutto il canto è statto illustrato per la prima volta da 6 artisti italiani e 1 iraniano: Ademaro Bardelli, Claudio Castellani, Franco Cilia, Leda Guerra, Bruno Gorlato, Nader Khaleghpour, Gabrie Pittarello.

Saggi di Corrado Gizzi, Giorgio Barberi-Squarotti, Carlo Fabrizio Carli, Renato Civello, Emerico Giachery, Walter Mauro e Antonio Sorella; la riproduzione delle illustrazioni relative a Paolo e Francesca, da parte di artisti dell”800 e del ‘900; e la riproduzione a colori e a tutta pagina delle opere esposte.


 

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